INDIGNATI

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Nota della Società

La società Osimana esterna il proprio sdegno per quanto accaduto alla propria Juniores nella serata di sabato scorso, quando al 5° del secondo tempo, a causa dello spegnimento di un faro, l’arbitro ha sospeso la partita senza attendere il tempo necessario per la riaccensione (10/15 minuti), cosa puntualmente avvenuta poi ed il giudice sportivo che ha comminato la sconfitta a tavolino.

VERSO LA FEDERAZIONE, che non ha tenuto conto che, trattandosi di settore giovanile, l’esempio di sportività, lealtà e giustizia deve arrivare dall’alto. Che colpa hanno dei ragazzi se il faro si è spento? Il campo è stato omologato regolarmente ed un disguido può capitare. L’arbitro avrebbe dovuto attendere e le luci si sarebbero riaccese come puntualmente è stato. Mortificare gli sforzi di ragazzi che si impegnano, sudano e si sacrificano per quell’evento, aspettato tutta la settimana, è uno schiaffo ai valori sportivi.

 

VERSO LE ISTITUZIONI, per la loro cecità, sordità e menefreghismo. Questa società si è prodigata in questi 2 anni per avviare le pratiche di un nuovo centro sportivo che dia DECORO ad un movimento che coinvolge, solo di Osimana, oltre 300 tesserati(bambini osimani), senza contare le attività di altre 2 società di 2° e 3° categoria, dove militano ragazzi di Osimo. In questi anni abbiamo visto prolificare campi in sintetico in rioni e frazioni, a spese esclusive del Comune, cioè della collettività, spesso deserti. E dove sarebbe quantomeno necessario, è stato piazzato un canestro, un parco giochi e 2 casette a scopo sociale. In un’area destinata ad attrezzature sportive, come da piano regolatore. A noi è stata affidata la gestione di 4 impianti a dir poco obsoleti, pieni di pericoli di ogni genere. Impianti che hanno costi di gestione fuori controllo e che con un appropriato rinnovamento, costerebbero il 60% in meno. Abbiamo proposto la via pubblica o privata, senza ricevere risposte, solo di patti di stabilità e bla bla bla. Lo sport rappresenta un valore sociale essenziale, al pari dell’istruzione, della sanità e della sicurezza. Vogliamo più attenzione, collaborazione, illuminazione, e non parliamo di quella dei fari. L’intera dirigenza opera con passione, volontariato e mecenatismo, spinti da una voglia che nessun medico ha ordinato.